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Autopalpazione del seno: come farla e quando

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L’autopalpazione del seno è il principale strumento di autodiagnosi e riveste un’importanza fondamentale nella prevenzione del carcinoma mammario. In questo articolo desidero spiegarvi come farla in maniera corretta e quali siano i segnali di allarme da non sottovalutare.

L’autopalpazione del seno è il primo e fondamentale gesto di prevenzione che ogni donna dovrebbe fare periodicamente per controllare lo stato di salute del proprio seno.

La prevenzione è, come tutte sappiamo, fondamentale per lottare efficacemente con il carcinoma mammario. In particolare, praticare un esame periodico del proprio seno permette di imparare a conoscerne l’aspetto normale e di notare con la necessaria tempestività qualsiasi cambiamento rispetto alla fisionomia di base.

È bene precisare subito che l’autopalpazione mammaria non può e non deve sostituire gli esami diagnostici della mammella, che sono:

  • l’ecografia mammaria: in assenza di lesioni tumorali viene consigliata con cadenza circa biennale dall’inizio dell’attività sessuale sino ai 40 anni di età;
  • la mammografia: va eseguita con cadenza annuale a partire dai 40 anni di età (salvo casi particolari che ne consigliano l’inizio anche prima).

Tuttavia, se eseguita correttamente e regolarmente, l’autopalpazione può rappresentare uno strumento importantissimo per una corretta prevenzione. Vediamo insieme quando e come si esegue

Autopalpazione del seno: quando farla

Il mio consiglio è quello di iniziare ad effettuare l’autopalpazione delle mammelle all’esordio dell’attività sessuale, ed in ogni caso intorno ai 19-20 anni.

La frequenza ideale sarebbe di una volta al mese, all’incirca dopo una settimana dalla fine del ciclo. È infatti questo il momento in cui, in genere, il seno appare più morbido e meno turgico; dunque più malleabile per l’autopalpazione.

Naturalmente, se si è in gravidanza o in menopausa il momento in cui eseguirlo è indifferente.

Quando è opportuno recarsi dal medico?

Tra poco esamineremo i segnali che devono farci preoccupare: in genere posso dire che qualunque situazione notevolmente differente dalle condizioni usuali consiglierà il sottoporsi a una visita senologica

Autopalpazione del seno: come si fa

Veniamo quindi alle tecniche per eseguire questo esame di controllo, in realtà molto molto semplici.

Ecco i vari step:

Si parte da un’attenta osservazione del busto davanti allo specchio:

  • noti cambiamenti nelle dimensioni e nella simmetria dei seni?
  • sporgi il busto leggermente in avanti
  • alza e abbassa le braccia in avanti: nel farlo, osserva il contorno dei seni, non ci deve essere nessuna deformazione o irregolarità localizzata

Adesso puoi passare all’autopalpazione del seno vera e propria:

  • sdraiati sulla schiena, con un cuscino sotto le spalle
  • appoggia la mano destra sul seno sinistro. Fai dei piccoli movimenti circolari facendo roteare il seno da entrambi i lati. È inutile premere, ma si raccomanda di passare su tutta la superficie del seno
  • palpa anche le ascelle, cercando eventuali cambiamenti di volume. Se non sei sicura, non esitare a chiedere al tuo medico di mostrarti come fare
  • ripeti la stessa operazione appoggiando la mano sinistra sul seno destro
  • Infine, spremi il capezzolo delicatamente per osservare eventuali fuoriuscite di liquido

Autopalpazione del seno: quali sono i segnali da non sottovalutare

Ma quando è opportuno rivolgersi con tempestività al senologo per una diagnosi più approfondita? Vediamo insieme quali segnali, rilevabili al tatto ed alla vista, rappresentano un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Attenzione: con questo non voglio assolutamente dire che se il vostro seno presenta una di queste caratteristiche significa che abbiate un tumore della mammella. Semplicemente che è opportuno prenotare una visita per togliervi ogni dubbio!

Diciamo subito che il dolore in genere non è mai un segnale della presenza di un carcinoma, ma resta comunque un sintomo da riferire allo specialista.

Noduli

Fai molta attenzione ad individuare la presenza di noduli, indurimenti o protuberanze della mammella: questi sono i sintomi più comuni di tumore al seno. Individuarli per tempo è importante.

Inversione del capezzolo

È opportuno prestare attenzione all’inversione dei capezzoli, quando per intenderci vanno all’interno: se la cosa riguarda in contemporanea il capezzolo destro e quello sinistro, non bisogna spaventarsi. Se riguarda solo uno dei due meglio sentire il medico. Così come se si percepisce un avvallamento nella zona intorno all’areola.

Fuoriuscita di liquido

Se noti una secrezione (fuoriuscita di liquido) dal capezzolo – uno o entrambi – rivolgiti al medico. Indipendentemente dal colore della secrezione, che può essere trasparente, gialla, bianca o verdognola.

Tranne, naturalmente, se stai allattando.

Sangue

La secrezione di sangue non è mai normale e deve allarmare nell’immediato.

Arrossamento

Cambiamenti nell’aspetto del capezzolo o dell’areola come gonfiori, arrossamenti, oppure sensazione di calore.

Rivolgiti tempestivamente al tuo medico di fiducia per qualsiasi dubbio: nella lotta contro il tumore al seno la tempestività è tutto!