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Chirurgia varici: come si cura un disturbo molto diffuso

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La chirurgia varici serve a curare il problema delle vene varicose, una malattia venosa cronica di cui soffre circa il 50% della popolazione. Vediamo in questo articolo quali trattamenti per curare questa patologia.

Le vene varicose sono una patologia piuttosto frequente, ma generalmente di scarsa gravità. La cura spesso consiste nella chirurgia varici, una tecnica poco invasiva ma estremamente efficace per risolvere questo disturbo.

Le varici sono dovute a dilatazioni permanenti delle pareti venose, causate a loro volta da un assottigliamento delle pareti delle vene e dalla perdita di funzionalità delle valvole e dei condotti venosi i quali, in posizione eretta, facilitano il ritorno del sangue dagli arti inferiori al cuore (insufficienza venosa).

Le varici possono essere:

  • primarie: il cui sviluppo è associato spesso a ereditarietà, sesso, gravidanza e avanzamento dell’età. Ma anche la prolungata stazione eretta o ulteriori fattori di rischio quali l’obesità provocano una ipertensione continua sul sistema venoso degli arti inferiori, facilitando l’insorgenza di una insufficienza del circolo superficiale.
  • secondarie: sono invece il risultato diretto dell’occlusione di una vena profonda, ad esempio a seguito di una trombosi del sistema venoso profondo.

Chirurgia varici: sintomi e complicazioni

Nella maggior parte dei casi, le vene varicose rappresentano solo un disturbo di tipo estetico. Ma possono comportare alcuni sintomi più seri:

  1. pesantezza agli arti inferiori
  2. crampi notturni
  3. bruciore, gonfiore e prurito delle zone interessate.

Inoltre, le vene varicose possono presentare, in casi rari, alcune complicazioni molto serie quali:

  1. dermatite, con successiva atrofia della cute che è ridotta di spessore e facilmente desquamabile.
  2. embolia polmonare se la vena occlusa è profonda o è una safena.
  3. ulcera flebostatica, una manifestazione di patologia in stadio avanzato, molto dolente con scarsa tendenza alla guarigione.

Chirurgia varici, come intervenire

Se noti sugli arti inferiori delle vene varicose, anzitutto rivolgiti ad uno specialista per una diagnosi più precisa. In genere una sola visita è sufficiente a stabilire quale grado le varici abbiano raggiunto e quale rischio comporta tenerle.

Lo strumento utilizzato per effettuare la diagnosi è l’Eco-Color-Doppler, utile per escludere complicazioni maggiori a carico delle vene profonde e a stabilire quale approccio terapeutico è meglio usare.

Successivamente si interviene in maniera specifica. Desidero soffermarmi in particolare sul trattamento di tipo chirurgico, che in genere tende ad essere sempre meno invasivo.

I trattamento oggi più utilizzati sono:

  • Le metodiche termoablative con fibra laser o con catetere a radiofrequenza
  • Il sistema di chiusura del vaso, ablazione non termica, con cianoacrilato.

L’utilizzo del laser nel trattamento delle varici

Il laser e la radiofrequenza generano energia termica all’interno della vena varicosa per chiuderla. Il calore danneggia le pareti delle vene, eliminando così il ristagno sanguigno responsabile della sintomatologia dolorosa e antiestetica.

L’intervento viene effettuato in anestesia locale attraverso l’introduzione, con una semplice puntura, della fibra laser nella vena malata. Una volta raggiunta la posizione pianificata, la sonda emette un’onda di energia – radiofrequenza – che provoca la chiusura della vena malata escludendola dalla circolazione. Il tutto si conclude in circa 30 minuti.

L’utilizzo del cianoacrilato

Tra le ultime frontiere vi è anche questa tecnica assolutamente innovativa.

Viene fatto risalire un catetere all’interno del vaso, per poi rilasciare gradualmente la colla all’interno della vena le cui pareti verranno incollate una all’altra, ponendo fine al reflusso del sangue. In questo caso non è necessaria l’anestesia nemmeno locale, nè l’utilizzo nel post-operatorio della calza elastica, necessaria invece nella termoablazione.

Il decorso post operatorio della chirurgia varici

Utilizzando queste tecniche innovative, il decorso post-operatorio è praticamente annullato. Dopo l’intervento, il paziente può immediatamente camminare indossando una calza elastica nel trattamento termoablativo, senza calza con il cianoacrilato.

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