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Ventilazione meccanica a pressione positiva: CPAP, APAP e BiPAP

La ventilazione meccanica a pressione positiva delle vie aeree, altrimenti nota come ventilazione PAP, acronimo di Positive Airway Pressure, è una metodica di ventilazione respiratoria artificiale usata per il supporto respiratorio in quei soggetti che a causa di specifici disturbi hanno una respirazione non adeguata.

Il principale utilizzo della ventilazione PAP è il trattamento della sindrome delle apnee/ipopnee ostruttive nel sonno (OSAS, Obstructive Sleep Apnea Syndrome), condizione che interessa dall’8 al 16% degli adulti e che è più comune negli uomini.

Questo tipo di ventilazione è disponibile da alcuni decenni e i continui progressi tecnologici hanno portato alla realizzazione di dispositivi sempre più efficaci e comodi (le dimensioni sono piuttosto ridotte).

Attualmente si distinguono tre tipologie di dispositivi PAP: CPAP, APAP e BiPAP. Considerata la loro importanza nel trattamento delle apnee/ipopnee notturne e in altre condizioni patologiche (per esempio la BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva), forniamo di seguito una breve panoramica delle tre opzioni partendo dai dispositivi CPAP, i più diffusi.

La modalità CPAP

CPAP sta per Continuous Positive Airway Pressure, ovvero Pressione Positiva Continua delle Vie Aeree; è la modalità tradizionale ed è la più utilizzata ed è considerata il gold standard per il trattamento delle apnee/ipopnee ostruttive del sonno. I dispositivi CPAP funzionano erogando un flusso continuo di aria a una pressione preimpostata a seconda della specifica situazione del paziente. L’impostazione dei parametri, il cosiddetto processo di “titolazione”, è di competenza specialistica).

L’aria erogata dall’apparecchiatura impedisce il collasso delle vie aeree superiori delle vie aeree prevenendo l’insorgere delle apnee o delle ipopnee, ovvero delle interruzioni respiratorie.

La modalità CPAP è quella che, in linea generale, risulta la più efficace per i soggetti affetti da OSAS, ma può risultare meno confortevole per quei pazienti che non tollerano bene una pressione fissa.

La modalità APAP

APAP sta per Automatic Positive Airway Pressure, ovvero Pressione Positiva Automatica delle Vie Aeree; nota anche come Auto CPAP, si differenzia dalla tradizionale CPAP perché i dispositivi modulano la pressione a seconda di ciò che il loro software interno registra di volta in volta.

La ventiloterapia APAP è un’opzione che viene scelta soprattutto nel caso di quei soggetti che, per le più svariate motivazioni, faticano ad adattarsi alla classica CPAP. Risulta una scelta valida anche nei soggetti in cui le apnee o le ipopnee si manifestano soltanto in alcune fasi del sonno. Con la modalità Auto CPAP non è necessario il processo di titolazione.

La modalità BiPAP

BiPAP sta per Bilevel Positive Airway Pressure, vale a dire Pressione Positiva Continua Bifasica. Diversamente dai dispositivi CPAP, quelli BiPAP forniscono due livelli di pressione, uno per l’inspirazione e uno per l’espirazione: IPAP (Inspiratory Positive Airway, pressione positiva inspiratoria) e EPAP (Expiratory Positive Airway Pressure, pressione positiva espiratoria).

I dispositivi BiPAP riducono lo sforzo respiratorio e facilitano l’eliminazione dell’anidride carbonica. Vi si ricorre generalmente nei casi di insufficienza respiratoria più severa, come quelli determinati da patologie quali la BPCO, ovvero la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la sindrome da obesità e ipoventilazione e alcune malattie neuromuscolari come per esempio la SLA, ovvero la sclerosi laterale amiotrofica.

La scelta del tipo di terapia

La scelta del tipo di terapia è ovviamente di esclusiva competenza medica e viene fatta dopo un’attenta valutazione della situazione clinica del paziente. Nella maggior parte dei casi di OSAS, l’opzione scelta è la CPAP, ma a seconda della diagnosi e del tipo di condizione da trattare, il medico curante o lo specialista pneumologo potrebbero decidere per l’Auto CPAP o per la BiPAP.

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